Bari, il cinema Armenise prossimo alla chiusura: anche Solfrizzi firma la petizione per salvarlo

domenica 20 dicembre 2015
Sessantadue anni di storia cancellati - tra un paio di settimane - dalla decisione di vendere l'immobile. Una scelta non voluta ma subita che condanna alla chiusura una delle più antiche realtà di Bari: il cinema Armenise. 

Mentre la programmazione va avanti e il pubblico continua a scegliere quelle sale, come se il futuro fosse un altro, su change.org è partita una petizione per salvare il cinema. A fimarla anche il noto attore barese Emilio Solfrizzi. 

"Da gennaio, questa pietra miliare della cultura barese - si legge nella petizione - dovrebbe chiudere i battenti, per lasciar spazio a locali commerciali e appartamenti, lasciando cosi inanimato l'intero quartiere Carrassi. E' una sconfitta per la città tutta, per i cittadini, i commercianti, la storia, e la cultura. Impediamo l' ennesimo scempio e manteniamo vivi i monumenti culturali del nostro territorio". Al momento sono 699 le persone che hanno aderito. Occorre raggiungere almeno i 1000 sostenitori. 

Intanto il responsabile dell'Armenise fa chiarezza sulle voci che sono circolate in queste settimane, sul motivo della chiusura. "Ne abbiamo lette tante, abbiamo letto che la gestione del cinema Armenise è fallita, abbiamo letto che il gestore è proprietario di una multisala (FALSO - al massimo è programmatore) ma ieri dei clienti ci hanno segnalato che qualcuno insinua che il nostro pubblico viene da noi " per un certo senso di pietà come si farebbe per un moribondo" si legge sul profilo Facebook del cinema. "Noi - continuano  - abbiamo il PIACERE e il DOVERE di continuare il nostro operato sulla linea di sempre , forse di più , nonostante la tristezza e l'immenso dispiacere e credetemi il compito è difficilissimo , ma MAI nessuno si deve permettere di umiliare con frasi come quelle riportate sopra il nostro luogo di lavoro, MAI. Questo cinema se è l'unico dei grandi cinema storici ancora pienamente funzionante e le presenze di settembre, ottobre e novembre lo dimostrano. La chiusura è una conseguenza alla vendita dell'immobile e non possiamo entrare in merito a ciò che ha spinto i proprietari ad effettuare questa decisione ma tra le motivazioni non ci sono solo le spese (esagerate e le hanno tutti i cinema) e gli incassi".
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