Telemedicina e telecardiologia: il bilancio di un anno

mercoledì 14 settembre 2016
In fiera presentati i dati relativi allo scorso anno ed è stato annunciato l'avvio della sperimentazione.

«La telemedicina, che l’anno scorso aveva scatenato tante polemiche, ci ha fatto risparmiare circa 30 milioni di euro in un anno perché dopo gli interventi delle nostre ambulanze siamo riusciti ad evitare un grande numero di falsi positivi. Abbiamo evitato di ricoverare un ingente numero di persone, abbiamo evitato di occupare inutilmente un posto letto e di praticare esami superflui. Questo è stato un risultato straordinario così come è un risultato straordinario poter individuare e ricoverare immediatamente chi presenta una situazione pericolosa, portandolo nel luogo giusto. Un ospedale vicino potrebbe essere mortale se non è un ospedale giusto. Meglio fare qualche chilometro in più e farsi ricoverare in un luogo appropriato».

Così il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano questa mattina intervenendo nel focus che si è svolto nel padiglione 152, dedicato alla presentazione dei risultati della Telecardiologia d’urgenza - 130mila prestazioni cardiologiche nell’ultimo anno - e alla sperimentazione della Telemedicina. Il focus condotto da Ottavio Di Cillo, direttore del Centro regionale di Telemedicina, ha visto, tra gli altri, l’intervento anche del direttore generale del Policlinico di Bari, Vitangelo Dattoli e del commissario straordinario dell’Ares Puglia, Giancarlo Ruscitti.

«La telemedicina – ha continuato Emiliano - è il modo attraverso il quale noi dimostreremo e diventeremo la prima sanità italiana non solo per efficienza e capacità di non gravare sul bilancio ma soprattutto per capacità di portare l’ospedale e i servizi a casa delle persone. Il nostro obiettivo, con l’istituzione del Centro regionale di Telemedicina è quello di costruire un nuovo modello di sanità universale che anche l’Europa sta cercando di sperimentare. Noi ci crediamo veramente e stiamo già sperimentando concretamente, con risultati tangibili, un sistema agile e poco costoso».
Il direttore del centro di Telemedicina, Ottavio Di Cillo, ha poi sottolineato come «il servizio di Telecardiologia nell’ultimo anno abbia migliorato la tempestività dell’intervento, l’affidabilità e l’appropriatezza». «Su 130mila prestazioni – ha detto Di Cillo - sicuramente c’è stata una migliore appropriatezza per quanto riguarda l’infarto del miocardio e le patologie cardiache minori. Attualmente il tempo di intervento è di un minuto e mezzo tra l’invio della richiesta da parte dell’operatore del 118 e la diagnosi, ed è di sette minuti e mezzo tra il primo contatto medico dell’operatore del 118 e la diagnosi del Centro regionale di telecardiologia».

Sulle prospettive della Telemedicina, Di Cillo ha evidenziato anche come «la Puglia sia la prima regione che ha avuto il coraggio di istituire il centro di telemedicina regionale che permetterà di mettere al centro il cittadino il quale potrà essere seguito direttamente a casa. La deospedalizzazione del paziente comporta una migliore qualità della vita del paziente e un risparmio molto ingente».

Per il direttore generale del Policlinico di Bari, Vitangelo Dattoli Dattoli «nella Telemedicina c’è il futuro. Tutte le discipline possono essere fatte con la Telemedicina, la teledialisi ad esempio, ha una grande tradizione qui da noi in Puglia, dove ci sono già esperienze in corso. Al più presto comunque noi assicureremo lo sforzo che ci viene richiesto con una progettualità e programmazione che possa reggere alla sfida che viene dalle leggi oltre che dalla tecnica che mai come questa volta sono assolutamente in sintonia».

 

 

 

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