Ventimila pugliesi ogni anno si ammalano di tumore. Preoccupano i dati di Bat e Salento

sabato 17 settembre 2016

Ogni anno, in Puglia, sei uomini su 1000 si ammalano di tumore. Leggeremente inferiore - 4 ogni 1000 - l'incidenza nelle donne. Preoccupano i dati della Bat e delle province di Lecce, Brindisi e Taranto. 

Per gli uomini le patologie tumorali più diffuse in Puglia riguardano il tumore ai polmoni e bronchi (18,1%) e per le donne il cancro alla mammella (29,2%). Il dato, in linea con il trend nazionale e in alcuni casi inferiore, è stato diffuso oggi alla presentazione  del  rapporto del primo registro tumori in Puglia. Il registro, istituito nel 2008 racchiude i dati delle sei province pugliesi e analizza in particolare l’incidenza delle patologie tumorali, l’indice di mortalità e la sopravvivenza  entro i 5 anni dalla scoperta della malattia. 

Sebbene il dato sull'incidenza è coerente con il trend nazionale - ha spiegato Lucia Bisceglia, componente del Centro di Coordinamento del Registro Tumori Pugliese, si riscontrano alcune criticità: "Quella maggiore - ha aggiunto - è rappresentata, per gli uomini, dal tumore al fegato che nella Bat ha un’incidenza del 33% contro  il 20,3% della media nazionale. L’altro elemento di criticità è legato al cancro ai polmoni che vede un’incidenza preponderante nelle  province  di Lecce e nel capoluogo tarantino". Non è tutto, il dato del tumore alla vescica nelle province di Brindisi, Lecce e Taranto "é altamente preoccupante. Come lo è la crescita del tumore alla tiroide e del melanoma cutaneo”.

Come, purtroppo, già emerso l'incidenza dei tumori infantili mostra un eccesso del 30% nella provincia di Taranto. 

Quanto alla sopravvivenza entro i cinque anni dalla scoperta della malattia, la Puglia è in linea con la media nazionale e, in alcuni casi, mostra dati più incoraggianti, come nel caso del cancro alla mammella e dei tumori ematologici. 

“La novità del Registro Tumori in Puglia è che consente  di avere un rapporto globale del territorio regionale - ha detto Giovanni Gorgoni, direttore del Dipartimento Salute della Regione Puglia -, Ma non solo. Per la prima volta è stato inserito l’indice relativo alla sopravvivenza entro 5 anni dalla scoperta della malattia”.

E' stata la presidente Nazionale Airtum, Lucia Mangone, a porre l’accento sull'ultimo aspetto importante: "Al Nord rispetto al Sud ci sono più possibilità di effettuare lo screening e, quindi, sono maggiori le possibilità di sopravvivenza nonostante la più alta incidenza di patologie tumorali".

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