Ilva, Emiliano consegna dossier ai medici della Fnomceo. L'invito serve tutela della salute

lunedì 19 settembre 2016

Nel dossier consegnato ai medici si rileva che il particolato emesso dall’Ilva determina un aumento di mortalità per eventi cardiovascolari acuti.

«Io chiedo il vostro aiuto, l’aiuto di tutti i medici italiani, per fermare questa strage». Così il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, si è rivolto ai presidenti degli Ordini dei Medici, riuniti oggi a Bari, manifestando tutta la sua preoccupazione per la situazione dell’inquinamento a Taranto.

Lo rende noto un comunicato di Fnomceo. «Il Governo - ha proseguito Emiliano - ha consentito a una fabbrica dannosa per la salute a livello mortale di continuare a emettere sostanze inquinanti nell’aria, nell’acqua, nel ciclo alimentare. Per ragioni di Stato, i tarantini devono accettare di morire in percentuale quasi doppia degli altri cittadini italiani: noi, questo, non possiamo permetterlo».

A Taranto, infatti, nonostante e al di là dei proclami, si continua a morire, e non solo di cancro: Emiliano ha consegnato a Fnomceo un recentissimo studio epidemiologico che dimostra come - anche dopo gli interventi di bonifica - il particolato emesso dall’Ilva determini, con una correlazione diretta, rispetto ai picchi di maggior produttività della fabbrica o alla direzione dei venti, un aumento di mortalità per eventi cardiovascolari acuti.

«Ho presentato questi stessi dati al presidente del Consiglio Renzi, non più tardi di una settimana fa, alla Fiera del Levante. Ora mi rivolgo a voi medici, chiedendovi, dopo il documento sugli ordini del Sud approvato nell’ambito dell’ultimo consiglio nazionale, un altro atto di solidarietà, anche in nome dei valori condivisi dal nostro presidente Ciampi, scomparso poche ore fa. Non stiamo chiedendo soldi: solo delle deroghe, almeno per Taranto. Perché a Taranto non è la criminalità a inquinare e uccidere: è lo Stato stesso».

L’appello è stato subito raccolto dai medici: «È tempo che la forza della politica e la forza della professione si uniscano, per ottenere finalmente un risultato per la tutela della salute dei cittadini - ha affermato il presidente della Fnomceo, Roberta Chersevani - Anche noi abbiamo da tempo chiesto un incontro, mai ottenuto, con il presidente Renzi. Siamo certi che, tra tutte le belle parole che mostra di conoscere, il nostro presidente del Consiglio conosca anche la più importante: la parola salute». 
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