Sanità, Commissione Puglia vota contro il piano di riordino ospedaliero

martedì 20 settembre 2016
Stando ai termini di regolamento il pareggio nella votazione è da considerarsi come una non approvazione. No di "Noi a sinistra per la Puglia".

La Commissione alla Sanità della Regione Puglia ha espresso "parere sfavorevole" al Piano di riordino ospedaliero della Puglia. Il parere, spiega in una nota il presidente Pino Romano è"obbligatorio ma non vincolante", e quindi dal punto di vista pratico "non cambia nulla". Tuttavia, il gruppo consiliare di Forza Italia incalza il governatore pugliese, Michele Emiliano (Pd), chiedendo che si dimetta da assessore alla Sanità, una delega che il presidente della Regione ha deciso di tenere per sé.

“Dopo due giorni di proficuo lavoro comune nel quale il governo ha riposto la sua fiducia nella lealtà delle opposizioni, era stata infine raggiunta un'intesa per la quale le opposizioni medesime non avrebbero partecipato al voto in Commissione lasciando alla maggioranza il compito di approvare il parere della Commissione Sanità sul Piano di Riordino. Sulla base di questa intesa, avevo lasciato i lavori della Commissione per partecipare ai funerali dell'operaio dell’Ilva di Taranto, Giacomo Campo, con la convinzione che ogni divergenza sarebbe stata superata dal buon lavoro svolto nella maratona di ieri e oggi. Non potevo immaginare che, senza preavviso alcuno, il consigliere di maggioranza Cosimo Borraccino esprimesse il suo voto contrario inducendo comprensibilmente le opposizioni a votare contro l'approvazione per non essere spiazzate da un esponente della stessa maggioranza. Ne consegue il decadere di ogni impegno preso dal Governo con la III Commissione. Il Piano dunque non verrà modificato come concordato in Commissione. Il Governo regionale rimane disponibile, ove la Commissione si riconvocasse in breve termine, a riprendere il lavoro in commissione per accogliere le modifiche ormai decadute e conseguentemente esprimere parere favorevole al Piano di Riordino ospedaliero”, è il commento affidato a una nota del governatore Emiliano.

A termini di regolamento il pareggio nella votazione è da considerarsi come una non approvazione. Decisione che sul piano pratico non inficia l’iter della delibera, essendo quello della commissione un parere obbligatorio ma non vincolante per il Governo, ma non altrettanto sul piano politico, come ancora prima della votazione finale, aveva posto il vice presidente della III commissione Paolo Pellegrino, sottolineando l’esigenza di un chiarimento nella maggioranza che guida la Regione Puglia, dopo il voto contrario di Borracino.

Già in precedenza Mario Pendinelli (Pd), pur preannunciando il voto favorevole, aveva espresso qualche perplessità sulle metodologia di lavoro adottata, sia pure stemperata dalla dichiarazione del presidente Emiliano circa la possibilità di poter procedere a ulteriori modifiche in corso d’opera. Il capogruppo di Noi a Sinistra per la Puglia Borracino, pur dando atto dell’attenzione data alla provincia di Taranto, ha lamentato la scarsa partecipazione e ha parlato di “un piano gestito male che ha tolto spazio alla democrazia partecipata”.

Critiche da parte di Nino Marmo (FI) (mancata reale partecipazione alla stesura del provvedimento, già discusso con il ministero, che si sarebbe potuta fare negli ultimi 4 mesi con linee di indirizzo fissate dal Consiglio regionale) e Mario Conca (M5S) (si poteva lavorare per tempo; vani tutti i tentativi di spalmare i servizi in maniera uniforme su tutto il territorio per le resistenze dei poteri forti).

Voto favorevole di Marco Lacarra (PD) che ha evidenziato il grosso lavoro svolto dalla commissione su un provvedimento dinamico assunto sulla base del DM 70 e della legge di stabilità. Prendendo atto della disponibilità del governo regionale a recepire le osservazioni dei consiglieri , ha espresso apprezzamento per lo sforzo fatto per ottenere le deroghe che tengono conto della specificità della situazione sanitaria e ambientale di Taranto.

Infine il presidente Romano ha ricordato i sacrifici imposti all’ospedale di San Pietro Vernotico (suo paese natio e di residenza). “Ci credo in questo provvedimento” – ha detto –, che va nella direzione della fase post acuzie e della medicina territoriale.

In precedenza Gorgoni si era espresso sugli emendamenti presentati dalla commissione per le ASL BA, FG, BR e Le, accogliendone parzialmente alcuni. L’opposizione ha chiesto in particolare un impegno politico forte per il nuovo ospedale di Andria, come hub di 2° livello nella ASL BAT che dovrà assorbire i P.O. di Canosa, Trani, l’attuale nosocomio di Andria e Bisceglie. Il presidente Emiliano ha dato la sua disponibilità in prospettiva con la previsione di una deroga. Attualmente, infatti, il P.O. di Andria presenta una dotazione di p.l. inferiore a quella prevista dal D.M. 70 che è di 600.

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