Times zone, il festival delle musiche possibili

giovedì 22 settembre 2016
L’edizione 2016 di Time zones propone 20 performance dal vivo per dare una rappresentazione del suono contemporaneo internazionale.


È stato presentato questa mattina il programma della XXXI edizione di Time zones, il festival delle musiche possibili che si volgerà in diversi luoghi dell'area metropolitana a partire dal prossimo 14 ottobre.

Alla conferenza stampa ha partecipato l'assessore alle Culture del Comune di Bari Silvio Maselli che ha confermato l’apprezzamento per uno degli eventi musicali più importanti della città e che ha fatto crescere generazioni di baresi mostrando loro territori musicali indefiniti e sconosciuti.

 

«Time Zones è a tutti gli effetti un patrimonio di questa città, una rassegna che ha portato a Bari alcuni degli artisti più grandi degli ultimi trent’anni, e questo è un dato incontrovertibile – ha commentato Maselli-. Sono felice di poter presentare oggi un festival che per tanti anni ho vissuto da appassionato e da spettatore. Vorrei poter vedere crescere ancora eventi come questo che hanno dato un grande contributo alla crescita culturale della nostra città. Penso che un soggetto imprenditoriale chiamato Time Zones potrebbe produrre pubblicazioni multimediali che rappresentino la storia del festival, o realizzare produzioni originali che accompagnino le nuove edizioni, o lavorare a singoli eventi del festival da organizzare in altre città, non necessariamente italiane. Abbiamo la competenza, l’esperienza, una grande rete di relazioni, e una credibilità indiscussa da poter mettere a frutto. Il Comune di Bari sostiene Time Zones dalla sua nascita e continuerà a farlo, come è giusto che sia, con l'idea di far crescere ancora una delle storie più belle di questa città».

 

L’edizione 2016 di Time zones propone 20 performance dal vivo, tutte meticolosamente selezionate per dare una rappresentazione del suono contemporaneo internazionale. Un’operazione di ricerca realizzata anche attraverso sezioni tematiche, spaziando dal pianoforte alle rielaborazioni letterarie per arrivare alla scena più indie del pianeta.

 

Grazie alla collaborazione di “BOSCH Tecnologia per la vita” un importante capitolo di questa XXXI edizione di Time Zones sarà Musicofilia, un’indagine nella scuola per capire quello che è attualmente il rapporto tra giovani e musica. Un’accurata ed approfondita raccolta di contributi tra studenti di ogni età e grado di scuola, dalla primaria all’università. Un lavoro in collaborazione con alcuni Istituti dell’area metropolitana che culminerà in una pubblicazione che verrà presentata alla fine del festival.

 

La XXXI edizione di Time Zones parte dal 14 ottobre con tre serate della sezione “Off", durante le quali il Pellicano Pub di Bari ospiterà le melodie malinconiche di Max & Laura Brown, i ritmi contaminati del Mediterraneo di Achref Charui Trio, l’indie-pop di Mondegreen e gli opening act di Simona Armenise e Superfreak.

 

La sezione centrale del festival inizia poi venerdì 21 ottobre presso Anche Cinema Royal con la performance di Emanuele Arciuli, autore capace di spaziare dal classico al contemporaneo, suonando in ambito internazionale anche in orchestre del calibro della Rotterdam Philharmonic, Filarmonica di San Pietroburgo, e Indianapolis Symphony Orchestra. Sabato 22 ottobre il suono elettronico arriva all’Eremo Club di Molfetta con Romare e Marco Malasomma, il primo intrecciando suono digitale con echi di blues del Delta, lontanissimi spettri ragtime, fantasie soul e vecchi motivi dai Caraibi, il secondo più vicino al field recording, ai suoni concreti, ai feedback e al real time processing. Venerdì28 ottobre presso Anche Cinema Royal arriva Anchorsong, il progetto di Masaaki Yoshida che crea una folgorante innovazione fra minimalismo, afrobeat e highlife, mentre nella stessa serata l’opening act è affidato a Ichi, il giapponese che porta la nozione di one-man-band a un nuovo limite, combinando strumenti fatti artigianalmente e incrociandoli con steel-drum, palle da ping-pong e tape-loop. Si apre così la sezione Japan Zone, che dal 20 ottobre vedrà anche l’allestimento della mostra sul gekiga, una forma artistica legata al disegno che nello scorso ha modificato radicalmente il mondo del fumetto nipponico. Ponendo al centro il connubio fra tradizione e modernità, innovazione e folklore, l’intento è quello di proporre al pubblico del festival un intreccio fra iconografia e suono, dove il percorso visuale parte dall’Ukiyoe per arrivare al manga classico degli anni ‘60 e alle derive contemporanea del fumetto e degli anime made in Japan. Restando in tema, sabato 29 ottobre all’Eremo Club arrivano i giapponesi Bo Ningen, attivisti illuminati provenienti dall’underground psichedelico dell’estremo oriente, eppure tutti incontratisi a Londra. La loro storia li ha portati dal Meltdown Festival di Yoko Ono alla Biennale di Venezia, e per la data di Time Zones si alterneranno sul palco col dj-set di Masaaki Yoshida e con la performance di Satoshi Tomiie. Fra i massimi esponenti della club culture, Tomiie ha portato la sua idea di house music su scala planetaria, collaborando con artisti come Simply Red, David Bowie, U2, Mariah Carey.

 

Martedì 1 novembre Anche Cinema Royal accoglie uno spettacolo unico, in cui i miti Matmos di San Francisco presentano “Perfect Lives” di Robert Ashley. Al loro fianco un quartetto formato da Fabio Cafaro (violino), Mattia Vlad Morleo (flauto), Pasquale Lepore (viola) e Nicola Fiorino (violoncello), per un live in cui gli sperimentatori (già al fianco di Bjork e altri pesi massimo della musica contemporanea) usano l’elettronica di ricerca per reinterpretare il lavoro multimediale approntato dal compianto Robert Ashley. Venerdì 4 novembre ad Anche Cinema Royal altro eccezionale evento con il concerto di Teho Teardo & Blixa Bargeld, che presentano “Nerissimo” tre anni dopo il celebrato debutto con “Still Smiling”. Canzoni nuove, cantate in tedesco, inglese e italiano, “Nerissimo” è un live dai tratti dark, interpretato come musica racchiude una moltitudine di possibilità. Nella stessa serata anche l’opening act di Sergio Altamura, l’artista che dal vivo suona la 6 e la 12 corde utilizzando una serie infinita di cose anche di uso quotidiano (archetto, ventole, bulloni, radio), nonché live electronics, loop e voce processata.

 

Sabato 5 novembre ad Anche Cinema Royal arriva poi Murcof, l’artista messicano che recepisce gli influssi del minimalismo, della classica contemporanea europea e della kosmische musik tedesca e perviene a un suono monumentale, monolitico e visionario, ormai immediatamente riconoscibile come il suo proprio suono. A Time Zones presenta “Etna: A Portrait”, un ritratto audiovisivo del vulcano attivo più grande d’Europa, progetto realizzato campionando suoni e immagini del vulcano rielaborati in una seconda fase a Barcellona. Sempre il 5 novembre un’altra grandissima band sarà protagonista della serata, i Jerusalem In My Heart, la band di Montreal pubblicata dalla label Constellation e capitanata dal libanese Radwan Ghazi Moumneh. Un magnifico progetto musicale intensamente vocale-driven, ma anche uno sforzo evolutivo per forgiare una moderna musica araba sperimentale.

 

Nei giorni 8 e 9 novembre l’auditorium Vallisa ospita una sezione di due narrazioni sceniche dell’attore Paolo Panaro realizzate assieme Rosario De Gaetano e Pit Campanella. Con Time Zones Literature Panaro collabora con De Gaetano, pianista convertito dalla musica classica al jazz, per "Le città invisibili" di Calvino, mentre creerà un’osmosi tra musica, video e letteratura sulle pagine di Borges assieme a Campanella.

 

La sezione Piano Zones parte invece l’11 novembre all’auditorium Vallisa per il concerto di Antoni O’ Breskey, il compositore, pianista e scrittore toscano noto al grande pubblico per il suo originale linguaggio musicale, conosciuto come celtic piano che coniuga musica classica, jazz e world music con la tradizione irlandese. L’opening act è invece affidato a Aisha Devi, i cui mantra vocali e droni sacri segnalano l’immersione spirituale in un cenobio musicale assoluto. Il 12 novembre, sempre in Vallisa, Lubomyr Melnyk presenterà la sua “continuous piano music”, fondata sul principio di mantenere un continuo e ininterrotto flusso di suono. La sua virtuosa tecnica pianistica forma armoniche che si fondono, si scontrano o addirittura creano in rari momenti nuove melodie, plasmando la composizione di là della sua forma originale. Il 13 novembre la Vallisa ospita Craig Leon assieme al quartetto d’archi formato da Fabio Cafaro (violino), Dario Palmisano (violino), Pasquale Lepore (viola) e Nicola Fiorino (violoncello) per il live “Nommos”. Quest’ultimo è uno dei suoi album più noti di avant-garde elettronica, pubblicato per la prima volta nel 1981 e caratterizzato da cadenze etniche nord africane, drone e synth circolari. Per l’opening act ci saranno invece i Bumps, un’irriverente fluttuare tra jazz e avanguardia, noise music e scampoli rock, reminiscenze cinematografiche e scatti urbani.

 

Il 18 novembre ad Anche Cinema Royal, dopo la performance di apertura di Eartheater, musicista e artista newyorchesein cui incrocia voce, synth, chitarra e produzioni elettroniche, ci sarà il live “King of Hearts”. Lo show è una collaborazione tra il leggendario Hans-Joachim Roedelius e il pianista/compositore/attore, Christopher Chaplin. Roedelius è uno dei musicisti più prolifici dell’avanguardia tedesca, una figura chiave nella nascita di krautrock, synthesizer pop e musica ambient. Nel 2011 viene invitato a suonare il pianoforte dal vivo per la BBC e nell’occasione conosce le capacità artistiche di Christopher Chaplin. Da lì è partita una collaborazione che ha dato vita a “King of Hearts”.

 

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