Bari sempre più tecnologica, con un solo click si accede a migliaia di servizi

lunedì 26 settembre 2016
Bari è la prima città ad attivare il sistema di autenticazione nazionale SPID, che permette agli utenti di essere riconosciuti e ricevere le credenziali per accedere a tutti i servizi online della pubblica amministrazione e a molti servizi privati.

Da qualche giorno, infatti, sulla piattaforma egov, sono state completate le attività di integrazione tra l’ambiente di test del portale e-Gov di Area Vasta Bari e gli ambienti di collaudo degli IDP SPID (InfoCert, Poste Italiane, TIM e Sielte), il che significa che è ora possibile accedere ai servizi online del Comune di Bari disponibili sulla piattaforma e-Gov anche con l’identità digitale SPID.

La piattaforma unica di erogazione dei servizi, adottata da 28 Comuni dell’Area Vasta, consente di raggiungere un’utenza potenziale di un milione di cittadini che, con un unica identità SPID, potranno accedere non solo ai servizi di ognuno dei 28 Comuni, ma anche a quelli erogati da tutte le pubbliche amministrazioni italiane. Per dimensione del bacino di utenza e per quantità di servizi offerti, si tratta di una delle più vaste attivazioni di SPID nella PA Italiana.

“Bari - ha esordito il sindaco Antonio Decaro - è la prima città metropolitana del Sud ad aderire a Spid, grazie al nostro impegno e all’attenzione del Ministero. Oggi, quindi, il Comune di Bari entra a far parte di un sistema di identità digitale che, con l’utilizzo di username e password personalizzati, permette ai cittadini di accedere a tutti i servizi digitali delle pubbliche amministrazioni italiane attraverso un pc, un telefono o un tablet. Ad esempio con lo stesso sistema sarà possibile accedere ai servizi nazionali dell’Agenzia delle Entrate, dell’Inail o dell’Inps come a quelli territoriali del Comune di Bari".

Sulla piattaforma e-gov bisognerà rifare l’accesso ex novo, perché si tratta di un’identificazione cosiddetta “forte”, ma poi avremo un unico sistema identificativo che ci consentirà di utilizzare tutti i servizi su scala locale, regionale e nazionale.

Grazie al finanziamento previsto dal Patto per lo sviluppo della Città metropolitana di Bari sarà possibile, per gli altri Comuni dell’Area metropolitana che non avevano aderito al sistema e-Gov, mettersi in rete. Perciò un milione e duecentomila abitanti e migliaia di aziende avranno la possibilità di accedere più facilmente ai servizi disponibili. 

“Negli ultimi anni - ha proseguito l’assessore all’innovazione tecnologica Angelo Tomasicchio - abbiamo potuto riscontrare, anche grazie ad una partecipazione ampia agli strumenti attivati dalla ripartizione per tastare il polso dei cittadini, quali i sondaggi e la costruzione dell’Agenda digitale del Comune, l’esistenza di una grande esigenza, diffusa nelle diverse fasce d’età, di avere un’unica chiave di accesso per tutti i servizi della pubblica amministrazione, perché sappiamo quanto sia complesso districarsi tra tutte le credenziali attive sui diversi portali e siti della pubblica amministrazione".

“La Puglia - ha dichiarato Elio Gullo, responsabile ufficio Innovazione e digitalizzazione PA del ministero della Funzione pubblica -, si trova in una frontiera sia geografica sia tecnologica su cui il Politecnico e la Regione Puglia avevano già mosso i primi passi. Dunque fare uno slancio verso il sistema unico nazionale non era cosa scontata. L’operazione fatta è senza dubbio complessa, visto che la città di Bari ha implementato il sistema in chiave di Area vasta, e porta con sé in dote altri 27 Comuni, ponendosi come la realtà territoriale più ampia ad aver aderito a Spid. Questo consente al Ministero di dialogare, attraverso una sola entità, con molte altre, e permette al Comune di Bari di ridurre la complessità erogando servizi su scala metropolitana".  In questo momento in Italia ci sono 100mila 390 persone che hanno un’identità SPID e che possono accedere a 3963 servizi, all’interno dei quali ci sono anche quelli di Bari.  Ciò significa, ad esempio, che un cittadino barese può accedere non solo ai servizi disponibili sulla piattaforma di e-Gov ma anche a quelli dell’Inps o di altri soggetti pubblici, e a breve privati. 

 

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