Oltre 6000 docenti in corteo a Bari: “Noi, disoccupati e senza immissione in ruolo”

venerdì 18 novembre 2016

Scenderanno in campo domani per protestare contro la legge 107 di cui si considerano “vittime sacrificali”.

Oltre 6000 docenti pugliesi in corteo a Bari per protestare contro le immissioni in ruolo. Domani, 19 novembre a partire dalle 17 il capoluogo pugliese ospiterà la manifestazione - in via Argiro angolo via Piccinni - di oltre 6000 docenti pugliesi delle Graduatorie ad esaurimento pugliesi (Gae), che si ritengono "vittime sacrificali della legge 107", non avendo potuto aderire per motivi personali al piano nazionale e facoltativo di assunzione e, pertanto, molti di loro si ritrovano ora disoccupati e senza la tanto attesa e meritata immissione in ruolo o incarico annuale.

"Le immissioni in ruolo nel corrente anno scolastico sono state assolutamente insufficienti rispetto alle reali necessità, il 100% dei posti disponibili è stato utilizzato per la mobilità e le assegnazioni provvisorie non previste dalla Legge 107, gli 11.500 posti in deroga concessi al Sud e destinati quasi esclusivamente alle assegnazioni provvisorie, avrebbero invece  potuto consentire l’immissione in ruolo di gran parte dei vincitori del concorso 2016 e dei precari storici delle Gae"."Chiediamo al Miur continuano i docenti - di concedere alla Regione Puglia almeno 3000 cattedre ottenute dalla  rimodulazione dell’organico  di fatto in organico di diritto, al fine di  utilizzarle per le immissioni in ruolo, di elaborare un piano assunzionale su base provinciale, che punti ad assorbire tutti i docenti rimasti in Gae, abrogando il limite dei 36 mesi sugli incarichi annuali , fissando altresì la quota del 50% dei posti disponibili esclusivamente al ruolo e la rimanente parte alla mobilità 2017/18. Infine, di elaborare un piano di adeguamento, che riguardi l’organico su cattedre di sostegno, per una quota non inferiore al 50% delle cattedre che ogni anno vengono istituite in deroga, al fine di  stabilizzare il servizio sul sostegno e garantire la continuità didattica, diritto imprescindibile dell’alunno in situazione di handicap ed estendere il tempo pieno a tutte le scuole pugliesi relativamente alla Scuola primaria e dell'infanzia  e attuare un vero potenziamento, sulle reali esigenze delle scuole, anche negli altri ordini e gradi".

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