Batosta Imu e Tasi per le famiglie pugliesi: “Bari e Foggia nella top ten italiana”

giovedì 15 dicembre 2016

Figurano tra le prime dieci città italiane chiamate a pagare di più, ma gli altri capoluoghi pugliesi non se la passano meglio. “A questo si aggiunga la beffa che i servizi offerti non sono all’altezza” commenta il segretario generale Uil Puglia.

“Non sarà un fine anno felice per il portafoglio di tanti pugliesi: purtroppo, mentre l’Istat evidenzia una differenza abissale tra il Mezzogiorno e il Centro-Nord a livello di reddito e di consumi familiari e con i dati relativi alla disoccupazione e alla povertà relativa in costante aumento nella nostra regione, a breve il salasso di Imu e Tasi andrà a peggiorare ulteriormente la situazione”.

Aldo Pugliese, Segretario generale della Uil di Puglia, commenta i dati di Imu e Tasi sulle seconde case, che entro il 16 dicembre dovranno essere saldati da tante famiglie pugliesi. Emerge che Bari (media di 851 euro a famiglia) e Foggia (748) figurano nella triste top ten delle città italiane più care. Anche gli altri capoluoghi di provincia regionali si attestano a livelli molto alti e al di sopra della media nazionale (535 euro): Brindisi 672, Lecce 621 e Taranto 645. E’ poca consolazione il fatto che con l’abolizione della Tasi sulla prima casa, il risparmio medio in Puglia (231), sia più elevato della media nazionale (191).

“Al danno di dover pagare aliquote altissime – prosegue Pugliese – si aggiunge la beffa di ottenere, in cambio di balzelli salatissimi, servizi non all’altezza di altri centri urbani del settentrione. Si pensi ai trasporti, che in Puglia e nelle città citate fanno acqua da tutte le parti e accumulano debiti e scandali con frequenza pressoché quotidiana. Oppure alla sicurezza, che a cominciare da Bari, ma gli altri capoluoghi non fanno eccezione, non è certo garantita al 100 per cento o all’igiene urbana, che in alcuni casi è una chimera, con tassi di differenziata bassissimi, servizi di raccolta inefficienti e aziende allo sbando”.

“Non va dimenticato – conclude Pugliese – che spesso i Comuni sono anche vittime di un sistema che li costringe ad attingere dalle tasse locali alla luce dei continui tagli provenienti da Roma. Comuni che in molti casi devono fare le così dette nozze con i fichi secchi, con organici ridotti all’osso e senza la possibilità di assumere. Il conto, però, alla fine lo si presenta sempre ai cittadini, che devono far fronte a continue spese con redditi estremamente bassi e senza prospettive occupazionali”.

 

Altri articoli di "Società"
Società
18/09/2017
 Il Capo dello Stato ha scelto l'Istituto comprensivo ...
Società
07/09/2017
Alle ore 10.30 di oggi, nella piazza d’Armi della ...
Società
24/07/2017
La Polizia di Stato svela il progetto del calendario istituzionale 2018. Gli scatti, ...
Società
07/07/2017
Domenica Fiab Bari Ruotalibera organizza una uscita molto ...
Porterà in concerto la musica barocca, per mettere in risalto i virtuosismi dei suoi solisti. Salvatore Accardo ...