Pericoloso criminale arrestato a Roma: in casa, 1 chilo di cocaina

venerdì 1 dicembre 2017

L'uomo, 35enne barese, era già stato condannato a due anni di reclusione per oltraggio a pubblico ufficiale.

I carabinieri del Comando Provinciale di Bari hanno dato esecuzione ad un ordine di carcerazione in regime di detenzione domiciliare, emesso dal locale Ufficio Esecuzioni Penali, nei confronti di Antonio Busco, 35enne barese del quartiere Japigia, ritenuto pericoloso esponente della criminalità locale, poiché condannato a 2 mesi di reclusione per il reato di oltraggio a pubblico ufficiale commesso nell’ottobre del 2010.

I militari hanno localizzato il Busco in provincia di Roma, precisamente in località Anzio, dove l'uomo si era recentemente trasferito con il suo nucleo familiare. Nel corso del predisposto servizio di osservazione e pedinamento, con il supporto dell’Arma del posto, il catturando, alla guida di un’autovettura, alla vista dei militari, accelerava repentinamente la sua corsa speronando dapprima l’autovettura di servizio, per poi urtare, durante l’inseguimento per le vie cittadine, diverse autovetture civili posteggiate lungo le strade. In queste fasi concitate un militare esplodeva un colpo di pistola in aria che convinceva il Busco, vistosi oramai braccato, ad arrestare la sua folle corsa.

La successiva perquisizione domiciliare, eseguita nella villetta dove dimorava il Busco,  consentiva di rinvenire e sottoporre a sequestro 1 chilo di cocaina, documenti di riconoscimento validi per l’espatrio falsi, nonché copiosa documentazione che sarà attentamente analizzata nei prossimi giorni.

La droga, che una volta immessa sul mercato dello spaccio al dettaglio avrebbe fruttato un guadagno stimato in non meno di 250mila euro, è stata posta in sequestro in attesa degli esami qualitativi da parte del Laboratorio Analisi Sostanze Stupefacenti.

Busco Antonio, quindi, è stato dichiarato anche in stato di arresto, in flagranza di reato, per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, resistenza a pubblico ufficiale, possesso di documenti di identificazione falsi, e successivamente tradotto presso la Casa Circondariale di Velletri a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. 

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