Crac Sud Est: prezzi gonfiati, incarichi ad personam e bilanci falsati. Undici arresti

giovedì 1 febbraio 2018
 Le indagini della Guardia di Finanza di Bari coordinate dalla Procura hanno messo in luce un vasto sistema che ha "svuotato" le casse della società pubblica. 


Crac delle Ferrovie Sud Est: la Procura di Bari ha chiuso le indagini e ha disposto l'arresto di undici persone, tra cui l'ex amministratore delegato, il leccese Luigi Fiorillo. Tra gli arrestati compaiono anche Franco Cezza, il figlio Gianluigi e la moglie Rita Giannuzzi di Maglie e Fabrizio Romano Camilli, in qualità di amministratore della Svicat. Gli altri sono Angelo Schiano, considerato amministratore occulto della società; Fausto Vittucci, revisore e certificatore dei bilanci Fse; l' imprenditore Ferdinando Bitonte, amministratore delle società informatiche Eltel, Centro calcolo, Bit Informatica meridionale; Carlo Beltramelli, amministratore di Filben; 
Carolina e Gianluca Neri. Tutti sono stati sottoposti alla misura degli arresti domiciliari. Nei confronti di Nicola Alfonso, ex dirigente di Fse, il gip del Tribunale di Bari ha disposto la misura interdittiva del divieto di esercizio di attività professionale.

Parallelamente sono state eseguite perquisizioni domiciliari a Bari, Roma, Bologna, Lecce e Maglie ed effettuati sequestri preventivi di beni per un valore di decine di milioni di euro nei confronti degli arrestati (ad eccezione di Vittucci ed Alfonso) e delle società rispettivamente amministrate nonché nei confronti di Francesco Paolo Angiulli, Vito Antonio Prato, Nicola Di Consola e Giorgio Garrone: il valore complessivo dei sequestri, finalizzati alla confisca, ammontano a oltre novantuno milioni di euro.

Le indagini della Guardia di Finanza di Bari hanno svelato un consolidato sistema di dissipazione del patrimonio pubblico appartenente alle Ferrovie del Sud Est di Bari con un radicato sistema di affidamenti ad personam di incarichi professionali e di appalti milionari per servizi, lavori e forniture, che negli anni hanno creato un buco di circa 300 milioni di euro.

Fiorillo e gli altri arrestati dovranno rispondere in concorso di bancarotta fraudolenta patrimoniale, documentale e impropria. Per anni Ferrovie del Sud Est ha proceduto all’affidamento di servizi, lavori e forniture senza l’ osservanza di procedure di evidenza pubblica e spesso con prezzi molto più alti rispetto al mercato.

Ciò ha svuotato progressivamente il patrimonio sociale delle Fse, come già evidenziato nella richiesta di fallimento formulata dalla Procura di Bari il 21 luglio 2016. La bancarotta societaria si realizzava attraverso vari artifici contabili con falsificazione dei bilanci d’ esercizio, iscrizioni di ricavi privi di certezza, alterazione di voci di debito che diventavano arbitrariamente crediti. 
In particolare, le indagini hanno accertato come la bancarotta documentale sia stata prodotta da varie condotte di confusione di dati contabili tali da non rendere ricostruibili il patrimonio ed il movimento degli affari, con confusione in un unico conto delle somme derivanti dalla concessione del servizio di trasporto (circa 150 milioni di euro) e quelle derivanti dai contributi pubblici vincolati ai singoli investimenti (circa 850 milioni di euro nei vari anni), così incidendo sull’ aumento dei debiti e sui relativi costi bancari per circa 60 milioni di euro dal 2007 al 2016. La bancarotta patrimoniale è stata costruita negli anni con l’ “esternalizzazione” di servizi fondamentali a costi crescenti e mai comparati, con l’ ingiustificata moltiplicazione di incarichi e contratti di appalto a prezzi fuori mercato.

Sotto la lente d'ingrandimento della Guardia di Finanza e della Procura gli incarichi affidati da Fiorillo a Paolo Francesco Angiulli, dirigente del Settore Investimenti di F.S.E. s.r.l. nominato responsabile unico del procedimento (R.U.P.) di vari appalti di opere pubbliche – con distrazione della somma di oltre 2 milioni e 750mila euro con successivo reciproco conferimento allo stesso Fiorillo da parte di Angiulli delle funzioni di “supporto” ed “assistenza” al R.U.P.: incarico pagato più di 4 milioni e 500mila euro falsamente imputato in bilancio a “spese del personale”.

A Vito Antonio Prato, alla sua società Prato Engineering e a Giorgio Garrone, Fse hanno pagato oltre 19 milioni di euro per servizi che la Regione Puglia non ha ritenuto di rimborsare nell’ ambito dei contributi pubblici comunitari e nazionali.

L'imprenditore Ferdinando Bitonte ha beneficiato di una serie di incarichi per servizi di gestione e manutenzione informatica per un totale di 53 milioni di euro. Tutti compensi versati dopo aver frazionato fittiziamente i lavori e averli affidati senza procedura comparativa pubblica a società diverse - ma tutte di fatto riconducibili a Bitonte- con compensi sproporzionati.

Le indagini della Finanza hanno messo in luce anche le irregolarità nell'acquisto di treni da Filben, società di proprietà di Carlo Beltramelli. I treni, acquistati senza procedura di gara, con sovrapprezzo rilevante non erano neanche idonei a viaggiare sulle rotaie Sud Est.

Sono stati accertati numerosi altri affidamenti di incarico senza alcuna procedura comparativa, uno di questi riguarda la gestione dell’ archivio storico delle Ferrovie Sud Est affidato ala famiglia Cezza di Maglie che avrebbe incassato circa due milioni di euro. Opacità anche nell'affidamento di incarichi professionali all’ avvocato Schiano, per il servizio di e-government affidato alla società Sil s.r.l. riferibile a Carolina Neri (oltre 4 milioni di euro) e per l’acquisto di gasolio dalla

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