Operazione "Mezzobusto": sgominata la banda delle patenti false, 83 persone denunciate

giovedì 22 novembre 2018

Operazione della polizia stradale: sgominata la banda che attraverso attività fraudolente permetteva di conseguire la patente di guida.

Al termine di una meticolosa e capillare attività di indagine,  la  Polizia di Stato ha dato  esecuzione a complessivi 70 Sequestri Preventivi di titoli abilitativi alla guida, intestati a cittadini italiani e stranieri residenti a Bari e provincia, a Brindisi e Taranto. Denunciate  9 persone ritenute responsabili del reato di associazione a delinquere finalizzata ad agevolare il conseguimento di titoli abilitativi alla guida di veicoli con metodi fraudolenti, nonché ulteriori 83 soggetti in concorso con i sodali nei numerosi reati fine acclarati.

 L’indagine è scaturita dall’esigenza di dare un letterale e decisivo “STOP” all’increscioso fenomeno del conseguimento dei titoli abilitativi alla guida (patenti di guida di varie categorie sia come primo conseguimento che di revisione e carte di qualificazione del conducente CQC) con l’utilizzo di metodi fraudolenti o, con maggiore attualità, mediante  sistemi di comunicazione telematici ed audio che permettettevano ai candidati di trasmettere, a vere e proprie “centrali operative”, le immagini della schermata relativa alle schede d’esame della Motorizzazione e ricevere  quindi i suggerimenti sulle risposte esatte da contrassegnare. 

Nel luglio 2014 si veniva a conoscenza della esistenza, in questo capoluogo,  di una base operativa  - con diramazioni nelle province viciniore – fortemente attiva, ben collaudata e professionalmente dedita a tale illecita attività. 

La laboriosa indagine, ha dimostrato come il “geniale” sodalizio criminoso individuato avesse implementato l’ormai desueto metodo della sola radiocomunicazione con il candidato presente nella sala esami del locale Dipartimento dei Trasporti terrestri, pericolosa perché spesso inefficiente e vulnerabile, con un sistema di “assitenza alla risposta” telematico - direttamente connesso con una professionale  “centrale operativa” ubicata lontana dagli Uffici della Motorizzazione, presso l’abitazione di uno degli indagati.  Nella circostanza, il percorso verso la migliore efficacia del “prodotto” offerto a  candidati con pochi scrupoli, forniti anche da scuole guida compiacenti ben disposte ad aiutare anche il più recalcitrante allo studio dei propri clienti,  è stato dimostrato dalle attività investigative tecniche  che hanno addirittura intercettato  vere e proprie “prove preliminari”, svolte dagli organizzatori dell’attività delittuosa. 

Tuttavia, il sistema messo a punto non era altresì in grado di dissimulare la tranquillità dei candidati privi di scrupolo che, a piu riprese venivano individuati e smascherati dagli operatori di polizia, abilmente nascosti e confusi tra genitori in attesa e privati cittadini, presso il Dipartimento dei Trasporti di Bari ed ai quali non sfuggivano abbigliamenti poco compatibili con le temperature in atto e la circospezione di alcuni  degli esaminandi,  poi rivelatisi “opportunamente preparati all’esame”.

 Infatti nel corso delle indagini, a più riprese, venivano rinvenute e sequestrate le attrezzature di trasmissione videotelematiche occultate addosso ai candidati. 

Nel prosieguo incessante delle indagini e dalla puntuale analisi dei congegni  sequestrati scaturiva quindi l’intercettazione dei flussi telefonici e telematici che permetteva  così di comprendere appieno le modalità di funzionamento delle trasmissioni video di quanto riprodotto sui monitor (durante l’esame presso il Dipartimento  dei Trasporti Terrestri di Bari) ed i suggerimenti forniti dalla  “Regia”. L’attività tecnica posta in essere dagli investigatori consentiva, seguendo la localizzazione del  traffico dati e voce, di individuare anche i luoghi, nella disponibilità dell’organizzazione criminale, ove letteralmente “vestire” i candidati all’esame non solo delle apparecchiature tecniche ma anche con  capi di abbigliamento idonei a nascondere i dispositivi, anche con l’aiuto di donne organiche all’ambito criminale, allorquando neccessitava la “preparazione” di una esaminanda. 

Anche nella “centrale operativa”, laboriosamente localizzata sia  risalendo lungo il flusso informatico e telefonico che mediante i  più tradizionali appostamenti e pedinamenti, venivano sequestrati routers, antenne specifiche per trasferimento dati a grandi/medie distanze, computer portatili, telefoni celluari, sim telefoniche e dati pronte per essere utilizzate, non disgiunte dal canonico manuale per i quiz, da tenere a portata di mano per i suggerimenti più ostici.

Il brillante risultato raggiunto al termine delle attività di indagine,  svolta dalla Squadra di Polizia Giudiziaria Compartimentale, ha consentito l’identificazione di tutti gli associati e candidati che, utilizzando il descritto metodo truffaldino, avevano pericolosamente conseguito il titolo abilitativo alla guida ed in alcuni casi anche la Carta di Qualificazione del Conducente, indispensabile per il trasporto professionale delle merci su gomma.

L’attività d’indagine ha permesso di individuare e compiutamente identificare i sodali e ruoli dai medesimi rivestiti all’interno della compagine criminosa:

 - al vertice del sodalizio “a conduzione famigliare” è stato individuato un uomo, classe 1958, pluripregiudicato barese di elevatissimo spessore e notoriamente contiguo al clan “Parisi” del quartiere barese Japigia, attualmente detenuto per altra causa, aiutato da tre congiunti, rispettivamente classe ‘64, ’91 e ’86, con il ruolo di staffette, vedette e supporto logistico ai candidati. 

 - un altro uomo, classe ‘80, esperto utilizzatore dei sistemi di comunicazione telematici (versosimilmente acquistati da società operanti nel settore della vendita di attrezzature per spionaggio ed investigazioni) si è dimostrato in grado di gestire la c.d. “Regia”, ovvero la base operativa ubicata presso la propria abitazione, presso la quale venivano mantenuti tutti i collegamenti telematici con i candidati, sia nella fase propedeutica (finalizzata a testare di volta in volta la funzionalità della strumentazione utilizzata) che - nel corso gli esami a quiz presso la locale Motorizzazione -  la parte logistica ovvero il trasferimento per e da la Motorizzazione di Bari con  il successivo recupero delle costose apparecchiatura, avvalendosi della collaborazione  di un uomo nato nel  1989  e, in alcuni casi, dello stesso capo, l’uomo classe 1958.

Nel corso delle attività propedeutiche alla  “preparazione” di candidate veniva in rilievo la figura di una donna sodale, nata nel 1980. 

Particolarmente grave si è rivelata una ulteriore circostanza.  L’indagine ha dimostrato che, ad avvalersi  delle citate figure criminali di primissimo piano, vi erano anche  titolari senza scrupoli di Scuole Guide, ubicate in Bari e provincia,  i quali,  rivestivano  il ruolo di anello di congiunzione tra i candidati e l’organizzazione, addirittura accompagnando, in alcuni casi, personalmente, i candidati dalle sedi “logistiche” del sodalizio alla sede d’esame ubicata presso la Motorizzazione di Bari; tra questi un altamurano classe 1940.

A destare particolare allarme, la circostanza riscontrata allorquando, in alcuni casi,  il ruolo di accompagnatore era rivestito dai genitori o prossimi congiunti dei giovani candidati. 

Altro dato non irrilevante emerso nel corso dell’indagine, è stato il voluminoso giro di danaro connesso all’illecita attività, pari a circa 250.000 Euro, atteso che ogni “esame telematico” poteva costare dai 2000 ai 3000 Euro  in funzione della tipologia di prova da superare. 

 
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